venerdì 24 ottobre 2014

Piazza. Velardita, Udc: "Venuta meno lealtà e onestà politica del sindaco Miroddi"

Andrea Velardita, Udc
"Il sindaco Miroddi ha affermato che le dimissioni di Sammarco arrivano in un momento in cui si era deciso di aprire ad altre forze politiche? Niente di più falso". Il consigliere Andrea Velardita, capogruppo dell'Udc e presidente della commissione Bilancio, va giù duro contro Sala delle Luci e in consiglio comunale spiega il perchè della rottura politica con il sindaco Miroddi. "L'aver cercato di acquisire singoli consiglieri, intavolando trattative personali, senza coinvolgere le segreterie di partito, a nostro avviso non risponde ai canoni di lealtà e onestà politica", dice Velardita. "Il nostro gruppo ribadisce totale disponibilità al dialogo, ma essendo una forza responsabile, continuiamo a ritenere che solo attraverso un ritiro immediato delle deleghe e una vera apertura ai partiti strutturati presenti in questo civico consesso sia possibile superare questo momento di crisi in cui versano l'amministrazione e la città intera", dice il capogruppo Udc.

La dura replica dell'amministrazione comunale all'Udc e in particolare al consigliere Velardita:
http://robertpalermo.blogspot.it/2014/10/piazza-miroddi-e-la-sua-giunta-al.html

L'Ncd chiude al sindaco Miroddi: "Proposta indecente":
http://robertpalermo.blogspot.it/2014/10/piazza-ncd-dal-sindaco-proposta.html 

Le dimissioni dell'assessore Filippo Sammarco:
http://robertpalermo.blogspot.it/2014/10/piazza-assessore-sammarco-troppe.html

Piazza. Miroddi e la sua giunta al consigliere Velardita: "Si dimetta lui, cinico e ipocrita"

Di seguito la replica dell'amministrazione comunale al consigliere Velardita:
 
"Il senso di responsabilità che ci è sembrato doveroso tenere di fronte ai bisogni della città ci ha impedito - per diverse settimane - di replicare alle insulse e sgangherate accuse che alcuni esponenti dell’UDC hanno lanciato alla attuale Giunta comunale.
Abbiamo pensato fosse giusto non rispondere nell’immediatezza a queste sconcertanti critiche perché speravamo che potesse prevalere la linea del confronto e del dialogo, e soprattutto perché non volevamo che un nostro chiarimento alla comunità piazzese potesse essere strumentalizzato diversamente.  Purtroppo i tentativi di dialogo avviati dal primo cittadino si sono infranti contro un muro invalicabile, che è quello frapposto da soggetti che hanno mostrato di volere promuovere ben altri interessi che quelli dei cittadini. Ed è per questo che ora più che mai si impone forte l’esigenza di fare chiarezza. Abbiamo atteso invano di capire quali fossero le ragioni della critica dell’UDC all’azione della squadra di governo, e quali potessero essere le misure necessarie per riequilibrare (ammesso e non concesso che ce ne sia bisogno) l’operato della Giunta. Le risposte sono state delle richieste generiche di dimissioni a questo o a quell’assessore, senza che queste presunte (e presuntuose) istanze di rinnovamento siano state accompagnate da altra spiegazione che non sia il riferimento indiretto al vecchio manuale Cencelli. Quello dell’UDC è, per essere più espliciti, il solito bizantinismo di partito che trova la sua sintesi più efficace nell’affermazione “togliti dalla poltrona tu, perché mi ci debbo mettere io!” e l’esecutore più smaliziato nella figura del Consigliere Velardita, che questo intento lo ha annunciato persino in Consiglio comunale, mentre ancora faceva parte della maggioranza, contro ogni forma di correttezza istituzionale (oltre che di buon senso).
A questo gioco politico noi non ci stiamo, perché si traduce unicamente nel tentativo di massacrare quelle istituzioni che stanno lavorando lealmente ed efficacemente per riequilibrare la difficile situazione economico – finanziaria nella quale si trova il Comune. Basta esaminare serenamente i fatti, spogliandosi da ogni pregiudizio, per rendersi conto che il Sindaco Miroddi e la sua Giunta si sono impegnati in una ardua battaglia per il rigore finanziario, onde evitare all’ente di subire nuovi debiti fuori bilancio, come quelli ricevuti dalle passate amministrazioni. A differenza di quanto accaduto prima, oggi l’Amministrazione comunale ha espresso il forte indirizzo di non assumere più obbligazioni che non siano precedute da un regolare impegno di spesa. E chi ha orecchie per intendere, intenda!!! Forse questo rigore potrà non piacere al consigliere Velardita il quale, a dispetto della giovane età, sta mettendo in mostra metodi da consumato politico della prima Repubblica, coniugando in maniera imprudente il massimo del cinismo e dell’ipocrisia possibili. Proprio per questo, gli consigliamo di farsi una ragione del nuovo corso amministrativo e di dimettersi piuttosto lui dalla carica. Andandosene a casa, ne siamo certi, risparmierebbe a noi e alla comunità piazzese le sue ineffabili accuse, scadenti di contenuti e povere anche di argomentazioni e magari potrebbe occupare il suo tempo in maniera più proficua. Piuttosto, il consigliere Velardita avrebbe fatto un servizio migliore alla città se anziché criticare (ribadiamo: senza argomenti) il rigore economico - contabile che ha impedito al Comune di Piazza di andare in dissesto, avesse cercato di aiutare il suo Assessore di riferimento a fare ripartire la fiera degli animali, a sistemare meglio la viabilità cittadina, a fare funzionare in maniera più efficiente il Corpo di Polizia Municipale. Su questi argomenti non una parola spesa, evidentemente perché il confuso ed imbarazzato consigliere preferisce tentare - ma invano - di individuare una pagliuzza nell’occhio altrui, piuttosto che evidenziare la gigantesca trave che è nell’occhio suo e del manipolo di incompetenti dai quali è assistito. Così come farebbe bene il Consigliere Velardita a spiegare alla città come mai non ha fatto nulla per fare partire l’imposta di soggiorno, un tributo che non grava sui cittadini piazzesi, che ha una incidenza bassa sul prezzo dell’alloggio (al massimo 2 euro a notte per gli alberghi di lusso!)e che è istituito nella stragrande maggioranza dei comuni turistici (con ricadute positive per le comunità che ne beneficiano).
L'Amministrazione comunale

Le accuse di Velardita in aula:
http://robertpalermo.blogspot.it/2014/10/piazza-velardita-udc-venuta-meno-lealta.html

L'Ncd chiude al sindaco Miroddi: "Proposta indecente":
http://robertpalermo.blogspot.it/2014/10/piazza-ncd-dal-sindaco-proposta.html

Le dimissioni dell'assessore Filippo Sammarco:
http://robertpalermo.blogspot.it/2014/10/piazza-assessore-sammarco-troppe.html


martedì 21 ottobre 2014

Piazza. Turismo, dai sindacati la proposta di un ticket unico facoltativo Villa-Piazza

Una richiesta congiunta a Parco Archeologico e Comune per chiedere un ticket unico Villa Romana-Piazza Armerina. Confesercenti, Cna, Confcommercio e Confartigianato hanno deciso di scrivere all’architetto Rosa Oliva, direttore del Parco Archeologico del sito Unesco, e al sindaco Filippo Miroddi, chiedendo un incontro urgente con al centro i flussi turistici e le opportunità per convincere una parte dei turisti in arrivo nel sito archeologico a passare dal centro storico della città dei mosaici. L’abolizione del ticket unico obbligatorio a 14 euro Villa-Morgantina-Museo di Aidone è stato salutato con favore dal comparto turistico. Il visitatore che vorrà vedere solo la Villa Romana tornerà a pagare solo 10 euro, quello che vorrà visitare Villa, Morgantina e museo di Aidone potrà optare per il ticket cumulativo a 14 euro. “Abbiamo salutato con favore la decisione dell’assessorato regionale dei Beni culturali di eliminare il biglietto unico cumulativo obbligatorio a 14 euro, il turista torna a poter scegliere liberamente cosa vedere e quanto pagare, ma adesso dobbiamo andare oltre e pensare a come convincere quanti più turisti è possibile a venire nel centro storico”, spiega Salvatore Manuella, presidente della Confesercenti.Un nuovo ticket unico facoltativo che consenta al turista di visitare la Villa Romana, ma anche alcuni musei e chiese della città.



Piazza. Ncd: "Dal sindaco proposta indecente, deve azzerare la giunta se vuole dialogare con noi". Miroddi sempre più isolato

Gianluca Speranza, Ncd
Di seguito la nota dell'Ncd che esclude accordi con il governo Miroddi e giudica indecente la proposta di Sala delle Luci:
La parola predominante è il no! In questi giorni tra simpatizzanti e sostenitori del Nuovo centro Destra non si parla d’altro che della indecente proposta del sindaco Miroddi di superare i contrasti che hanno diviso per un anno i tre consiglieri comunali eletti nella sua coalizione e poi transitati nel Partito di Alfano. Miroddi non ha esitato a prendere scorciatoie, ha contattato singoli esponenti del partito e fatto intravedere la sua disponibilità a distribuire poltrone e strapuntini. Si sono mossi improbabili mediatori: il sindaco avrebbe riconosciuto di aver sbagliato tutte le mosse che portarono fuori dalla maggioranza il gruppo di Curcuraci, forte di tre consiglieri comunali. Adesso vorrebbe riparare, chiede scusa, si umilia; sogna di tornare a guidare la coalizione che sedici mesi fa era uscita vincitrice al ballottaggio.
Nel corso di una difficile riunione dei presidenti di circolo Ncd, in un clima tesissimo tra rigoristi e possibilisti, si è adottata a maggioranza una determinazione: nessuna collaborazione col sindaco e con la sua parte politica. «Solo attraverso un radicale processo di cambiamento, che preveda l’azzeramento della giunta e l’apertura del dialogo con tutte le forze di opposizione, il nostro partito – dice ancora il coordinatore comunale Ncd, potrebbe valutare di partecipare ad una limitata esperienza programmatica di governo, unitaria, per il bene della città.
Ma Miroddi e Mattia non desistono e, incassato il disimpegno dell’Udc con le conseguenti dimissioni dell’assessore Filippo Sammarco, alzano l’entità dell’offerta e cercano a destra e manca trasformisti dell’ultima ora per superare l’impasse politica.
«Non ci sarà alcuna confluenza – dice Gianluca Speranza, coordinatore cittadino dell’Ncd – se qualcuno dei consiglieri comunali dovesse pensarla diversamente, è libero di farlo ma dovrà lasciare il partito. E questo coinvolge anche i dirigenti di livello più elevato».
Secondo Speranza non si sono infatti realizzate le condizioni per avviare alcun confronto col sindaco che l’Ncd ritiene assolutamente incapace di guidare la città. «Noi insisistiamo – conclude Gianluca Speranza - perché l’azione del gruppo consiliare si coordini con le altre forze di opposizione, per costruire uno sbarramento impermeabile ai metodi da “mercato delle vacche” messi in atto da Miroddi e da Mattia».

sabato 18 ottobre 2014

Piazza. Assessore Sammarco: "Troppe tensioni, lascio". Il sindaco Miroddi: "Non ci sarà nessun azzeramento della giunta". Il primo cittadino rigetterà le dimissioni, ma ora è in minoranza

Miroddi e Sammarco
Crisi politica per il sindaco Filippo Miroddi che perde un pezzo della sua giunta e della sua già risicata maggioranza consiliare. “Purtroppo ho dovuto registrare, anche a nome del gruppo consiliare dell’Udc, che molte divergenze, principalmente di natura politica, hanno causato tensioni nei rapporti che mi portano a rassegnare le dimissioni dall’incarico di assessore”. A scriverlo l'ormai ex assessore alla Sanità Filippo Sammarco, esponente dell'Udc, aggiungendo: “Tutto questo non nell’intento di creare difficoltà destabilizzanti, ma per consentirti piena libertà di azione politico-amministrativa, svincolato da rapporti anche personali”. Nella sostanza, come fa capire l’ex assessore nelle premesse della sua lettera di dimissioni, la squadra di governo attuale non sarebbe riuscita a “proiettarsi verso la soluzione dei problemi che attanagliano il paese”. Insomma per l’Udc la giunta si sarebbe dimostrata incapace di amministrare in questo primo anno e mezzo di governo. Replica il sindaco Miroddi: "Rigetterò le dimissioni e rinnoverò la fiducia a Sammarco, se poi la sua scelta è irrevocabile ne prenderò atto, non posso certo costringerlo a fare l'assessore". Miroddi proverà a convincere Sammarco a restare, venerdì sera gli avrebbe detto: "Siamo partiti insieme ed è giusto finire insieme". Ma Sammarco deve rendere conto al partito e al gruppo consiliare che lo sostiene. "Di certo non procederò all'azzeramento della giunta, nessun rimpasto è all'ordine del giorno, la richiesta di rimpasto me l'aspetto dai consiglieri di opposizione, non da quelli di maggioranza, a meno che i tre consiglieri dell'Udc non abbiano intenzione di passare con l'opposizione", dice il sindaco. La posizione dei tre consiglieri, Andrea Velardita, Gianfilippo La Mattina e Federica Castrogiovanni è di "apertura al dialogo", ma subordinata ad un azzeramento della compagine di governo. Insomma posizioni politiche che sembrano inconciliabili. Fatto sta che Miroddi adesso è senza maggioranza in aula e il Bilancio di Previsione, fra qualche giorno in programma in consiglio, sarà il primo banco di prova della difficoltà politica in atto. "Il sindaco Prestifilippo fece il primo cittadino in minoranza, Nigrelli perse la maggioranza strada facendo, andremo avanti, e poi voglio proprio vedere se non approvano il bilancio i consiglieri...", fa notare Miroddi, che in realtà pare ormai abituato a perdere pezzi con una media di un assessore ogni quattro mesi: dal designato geologo Angelo Picicuto, poi non più disponibile a ricoprire l'incarico di governo poco prima della formazione della giunta, passando per le dimissioni sprinter del sindacalista Luigi Bascetta, quelle più meditate del funzionario Asp Ornella Monasteri, fino alle attuali di Sammarco.Il Bilancio di Previsione naturalmente verrà approvato, in un modo o nell'altro. Ma sarà un'occasione ghiotta per le opposizioni, quelle vecchie e quelle nuove, per far emergere le contraddizioni politiche interne alla compagine di Sala delle Luci.

giovedì 16 ottobre 2014

Piazza. Il sindaco Miroddi: "Confermo la giunta". L'Udc chiede il rimpasto

Il sindaco Filippo Miroddi
“Confermo la mia squadra di governo, non ci sarà rimpasto”. Il sindaco Filippo Miroddi, dopo le richieste di un cambio di rotta arrivate dall’alleato di governo dell’Udc, con il chiaro invito a rimuovere uno o più assessori, non avrebbe intenzione, almeno a breve, di modificare l’assetto della giunta. “Abbiamo avuto un momento di chiarimento politico con il gruppo dell’Udc”, aggiunge il primo cittadino. In particolare non sembrerebbe traballare, almeno nel breve periodo, la poltrona dell’assessore al Bilancio Alessia Di Giorgio, le cui dimissioni erano state chieste da un esponente della maggioranza appartenente all’Udc, il capogruppo consiliare Andrea Velardita, presidente della commissione Bilancio. Il partito di centro, però, secondo indiscrezioni, sembrerebbe intenzionato ad accelerare sulla richiesta di un rimpasto di governo.

martedì 14 ottobre 2014

Piazza. Indagine Corpo Forestale. Sequestrata l'area esterna ai capannoni della raccolta rifiuti

Sequestrata dagli agenti del Corpo Forestale l’area adiacente i capannoni della raccolta rifiuti di contrada Bellia. Gli uomini del distaccamento di via Muscarà ieri mattina si sono presentati intorno alle 10.30 ai cancelli dell’area ed hanno effettuato un lungo sopralluogo in lungo e largo all’esterno, trovando diversi cumuli di rifiuti stoccati all’esterno, su un’area di diverse centinaia di metri quadri. L’ipotesi di reato su cui lavorano gli agenti sarebbe quella di gestione di rifiuti non autorizzata. Per ora non ci sarebbero indagati. Un servizio sull'edizione del Gds di questa mattina 14 ottobre.

mercoledì 8 ottobre 2014

Piazza Armerina. Triclinium, la pecora nera della Villa Romana


Tessere saltate, pavimento pieno di rigonfiamenti e accesso dalle passerelle laterali vietato ai visitatori, con la fruizione delle scene musive che rimane in parte monca. Il Triclinium, la “stanza da pranzo” padronale, rimane suo malgrado la pecora nera della Villa Romana del Casale. I mosaici, dopo il restauro e la nuova copertura in legno e rame costati 18 milioni di euro, godono di un buono stato di salute. Ma c’è un settore della dimora romana del III-IV secolo dopo Cristo che ormai è diventato un pavimento musivo di serie B e attira su di se le perplessità di quanti, guide turistiche, associazioni culturali e turisti, si ritrovano con questo pezzo di sito Unesco rimasto tagliato fuori dai giochi. E non è un caso che si tratti dell’unica area dell’area archeologica nella quale fa bella mostra di sé ancora la vecchia e sorpassata copertura in plexiglass, un tempo fonte dei principali guai dei mosaici. Qui la copertura non è mai stata sostituita. Al ferro e alla plastica si sono sostituiti in quasi tutti gli ambienti legno e rame, il microclima è diventato ideale sia per i turisti che per le tessere. Tranne nel Triclinium dove le “Fatiche di Ercole”, rappresentate con un ciclo di mosaici molto suggestivo, si stanno rovinando ogni giorno sempre di più. Tessere già saltate a decine e decine, rigonfiamenti del pavimento destinati a scoppiare e collassare. In estate la situazione è peggiorata, anche perchè il principale nemico storico dei mosaici, l’effetto serra, ormai un ricordo lontano nel resto della Villa Romana, qui è ancora una delle “fatiche” principali che Ercole deve sopportare nei mesi estivi. Gli accessi alle due scale laterali che portano alle passerelle sono chiusi e quindi la visione dall’alto di una delle scene musive più belle della Villa Romana non è possibile. I turisti sono costretti a fermarsi al livello del pavimento, ma non è la stessa cosa. Serve un intervento di restauro immediato. Un fatto che rilancia il tema della mancanza di restauratori nella pianta organica del sito Unesco in grado di intervenire con tempestività e costanza durante tutto l’anno. L’allarme sulla situazione della “sala da pranzo” era stato già lanciato alle istituzioni regionali e locali da Francesco Galati, ex componente del comitato tecnico scientifico dell’associazione nazionale Comuni Italiani Siti Unesco, movimento che a livello nazionale si batte per migliorare gli standard qualitativi dei siti italiani patrimonio mondiale. Galati aveva anche scritto al presidente del consiglio comunale Gianfilippo la Mattina, lanciando un grido d’allarme proprio sulle condizioni del Triclinium.

sabato 4 ottobre 2014

Piazza. Nuovi rincari in vista per la bolletta sui rifiuti, si spera in un calo a partire dal 2015

Nuovi rincari in arrivo sulla bolletta rifiuti, il rischio concreto è che aumenti il numero dei piazzesi che non paga il tributo, già attestatosi ogni anno al 40 per cento. Il consiglio comunale ha approvato in aula, con il voto contrario dell’opposizione, le nuove tariffe della Tari, il tributo sul servizio di gestione dei rifiuti. Per le utenze domestiche si prevedono aumenti in bolletta nell’ordine di un 15 per cento. Ad esempio una famiglia con tre persone che abita in un appartamento da 100 metri quadri pagherà una quota fissa di 163 euro ed una variabile di 129 euro, per un totale vicino ai 300 euro. Per il calcolo della quota fissa sono previste le seguenti soglie: 1,45 euro al metro quadro per famiglie con un solo componente, 1,50 euro al mq per famiglie con due componenti, 1,63 euro al mq per tre componenti, 1,74 al mq per famiglie con 4 componenti. Per la quota variabile prevista una somma che va dai 64 euro per un componente fino a 220 euro per 6 o più componenti. Per le utenze non domestiche le quote sono ancora più alte: si va dai 7,3 euro al metro quadro per edicole, farmacie e tabacchi, agli 8,3 euro al mq per ristoranti, trattorie, osterie, pub e pizzerie, fino a 10,8 euro al metro quadro per le attività di vendita di ortofrutta, pescherie, fiori e piante e pizza al taglio.

Piazza. Bilancio, ancora un nulla di fatto. Chieste le dimissioni dell'assessore Di Giorgio

Termine scaduto e Comune senza Bilancio di Previsione. La giunta guidata dal sindaco Filippo Miroddi ha approvato il documento solo il 30 settembre mattina, con il consiglio comunale che di fatto si è ritrovato all’ultimo giorno utile per il via libera al Bilancio, senza avere un solo atto in mano da valutare. Momenti di tensione a fine seduta tra il sindaco Filippo Miroddi e il consigliere Teodoro Ribilotta, esponente del Partito democratico proprio sui tempi strettissimi con cui è stato approvato l’importante documento contabile. La competenza in materia spetta ai consiglieri, da qui la richiesta da parte dell’opposizione di informare gli uffici regionali di quanto successo. “La responsabilità non può ricadere su questo consiglio comunale, fino ad oggi ultimo giorno utile non abbiamo nulla in mano, non possiamo neanche incardinare il punto, propongo un documento da inviare all’assessorato regionale agli Enti locali per spiegare come stanno le cose”, sottolinea Ribilotta. Il sindaco Miroddi ha ricordato come anche durante il governo di sinistra si sia verificata una tempistica così stretta in materia di approvazione del Bilancio. Il responsabile del settore Economico-finanziario, Maria Rosa Pascolato, ha spiegato ai consiglieri come il ritardo nella redazione del Bilancio sia stato dovuto ai continui cambiamenti previsti fino all’ultimo nella assegnazione dei trasferimenti che hanno costretto gli uffici a dover riaggiornare le cifre per far quadrare i conti. “Il bilancio con gli allegati ci è stato consegnato dall’amministrazione, abbiamo incardinato il punto in aula, sarà mia premura in tempi velocissimi trasferire gli atti alle commissioni e ai Revisori per i pareri di competenza”, ha sottolineato il presidente dell’aula consiliare Gianfilippo la Mattina. Sotto attacco politico nella seduta precedente anche l’assessore al Bilancio Alessia Di Giorgio. “Chiedo le dimissioni dell’assessore perché non è in grado di governare”, ha chiesto il capogruppo dell’Ncd, il consigliere Ivan Picicuto. Dai banchi dell’amministrazione comunale non è arrivata nessuna replica.

martedì 30 settembre 2014

Piazza. L'Udc chiede un cambio di rotta e un rimpasto al sindaco Miroddi. "Non vogliamo poltrone", spiega Velardita, capogruppo dell'Udc

Andrea Velardita, capogruppo Udc
Non poltrone, ma un rimpasto di governo per rilanciare l’azione di governo del sindaco Filippo Miroddi. Dall’Udc arrivano alcuni segnali politici ben precisi a Sala delle Luci. “La fiducia all’amministrazione comunale rimane, ma è condizionata ad un cambio di rotta che ho già chiesto in consiglio comunale in occasione della Tasi, quando abbiamo tacciato l’amministrazione comunale di inerzia”, dice Andrea Velardita, il giovane capogruppo consiliare dell’Udc, attuale presidente della commissione Bilancio ed esponente della maggioranza. Un cambio di rotta che passi anche attraverso una squadra di governo rinnovata. “Auspichiamo un rimpasto, ma per evitare strumentalizzazioni diciamo fin da subito che non cerchiamo poltrone, non chiediamo la vice-sindacatura, come qualcuno ha voluto far capire”, aggiunge Velardita. I tre consiglieri dell’Udc, Federica Castrogiovanni, Andrea Velardita e il presidente dell’aula, Gianfilippo La Mattina, unitamente all’assessore Filippo Sammarco, in una nota, fanno sapere di aver incontrato il primo cittadino e che i rapporti tra le forze di maggioranza sarebbero “improntati alla massima chiarezza”. Il partito di centro chiede anche un rinnovato attivismo sul fronte della coalizione che sostiene Sala delle Luci, auspicando un allargamento della maggioranza. “Il sindaco Miroddi è ostaggio di patetici consiglieri che gli tirano la giacca, lo ricattano, per questo occorre aprirsi ad altre forze politiche strutturate”, conclude. Insomma si chiede, per dirla come recita il comunicato dell’Udc, un “più ampio respiro all’attuale maggioranza”. L’Unione dei Democratici Cristiani e di Centro non fa nomi, non indica percorsi specifici quando parla di rimpasto. Ma certo la recente richiesta di dimissioni avanzata in aula dallo stesso Velardita all’assessore al Bilancio Alessia Di Giorgio non può che far intendere chiaramente come per l’Udc, o quantomeno per una parte di questa forza politica, tra gli elementi di debolezza dell’attuale compagine di governo ci sia proprio l’assessore Di Giorgio.

Piazza. La tassa di soggiorno va in soffitta per la seconda volta in pochi mesi. Il sindaco Miroddi ritira il punto in aula

La tassa di soggiorno compare per qualche ora nel dibattito politico e ne esce di nuovo con le ossa rotte. Non si riesce a capire per quale motivo il tributo sia stato inserito all'ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì sera, su richiesta di Sala delle Luci, per essere poi stato ritirato, senza alcuna discussione, dalla stessa amministrazione comunale. Per la seconda volta in sei mesi il regolamento viene rimesso in soffitta. La prima volta era stato bocciato dalla commissione Bilancio, presieduta dal consigliere di maggioranza Andrea Velardita che aveva votato con l'opposizione in quell'occasione. Uno stop alla tassa di soggiorno che continua ad arrivare sempre dall’interno della stessa maggioranza consiliare che sostiene l’amministrazione comunale. Il gruppo consiliare dell’Udc chiede a Sala delle Luci di procedere con i piedi di piombo sulla previsione della nuova imposta, proposta dall’assessore al Bilancio Alessia Di Giorgio. Il capogruppo dell’Udc, Andrea Velardita,  predica prudenza: “Si tratta di un tema delicato, si rischia un effetto boomerang sul turismo, occorre valutare...

lunedì 29 settembre 2014

Piazza. Bilancio, Picicuto: "L'assessore Di Giorgio si dimetta"

"Chiedo le dimissioni dell'assessore al Bilancio Alessia Di Giorgio perché non sa governare". A sottolinearlo il consigliere Ivan Picicuto intervenendo poco fa in aula, dove all'esame vi era il Bilancio di Previsione. Nessuna replica da parte dell'assessore dai banchi dell'amministrazione comunale.

Piazza. Rifiuti, lavoratori firmano con la Tekra. Miroddi: "Svolta storica"

Arriva la firma dei lavoratori del comparto rifiuti con la Tekra, l'impresa aggiudicataria del servizio per conto della Srr4 Caltanissetta Provincia Sud. In 39 gli operatori ecologici che hanno firmato questo pomeriggio. In tre i contrari alla firma, mentre 5 erano assenti per motivi personali. Il sindaco Miroddi: "Fatto storico, tagliato cordone ombelicale con malagestione Ato EnnaEuno". Tutto pronto, quindi, per la partenza del nuovo servizio.


Inviato da iPhone

giovedì 25 settembre 2014

Piazza. Referendum, Murella: "Nuova storia per Piazza, un marmo all'ingresso del consiglio comunale per ricordare questa data"

DOCUMENTO FINALE COMITATO PRO REFERENDUM:
23 LUGLIO 2014 ; 21 SETTEMBRE 2014; LE DATE DELLA NUOVA STORIA DI PIAZZA In Sicilia non importa far male o far bene; il peccato che noi Siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di 'fare. (da il Gattopardo di Tommasi di Lampedusa ) Noi abbiamo fatto quanto sappiamo per la nostra città pertanto invito Tutti a ricordarsi di quanto accaduto ed a raccontarlo a figli e nipoti affinchè sappiano e ricordino sempre . Per quanto detto più volte durante la campagna referendaria chiederò alle autorità preposte il permesso per affiggere un marmo all’ingresso della sede del Consiglio Comunale, riportante le date della nuova storia di Piazza ed i nomi dei consiglieri dello storico SI’, a perenne ricordo delle generazioni future. Noi, in questi mesi abbiamo fatto politica servendo, da volontari, tutto e tutti per cui per me la BUONA POLITICA è: 1 Ascoltare gli altri 2) Valutare le ragioni degli altri 3) Argomentare insieme nel rispetto assoluto delle persone 4) Riesaminare le proprie ragioni 5) Valutare i risultati del nuovo ragionamento 6) Argomentare nuovamente insieme e dopo chi convince più persone vince. 7)Lavorare per il bene comune Non è BUONA POLITICA trattare gli avversari da nemici e trarre vantaggi personali dall’ avere responsabilità politiche o istituzionali . Adesso Vi comunico che il comitato pro referendum, avendo raggiunto l’obiettivo che si era dato, si scioglie pertanto io ritornerò a fare quello che facevo prima mentre Invito tutti Voi a continuare, nelle associazioni e/o partiti di appartenenza, fare i cittadini responsabili così come abbiamo fatto in questo periodo. Se invece pensate che stando insieme si possono ottenere risultati esaltanti nell’esclusivo interesse della città, bisogna che il comitato si organizzi dandosi una gestione operativa efficiente ed efficace che preveda ruoli e responsabilità definite ed accettate
. Viva Piazza Armerina
Salvatore Murella

domenica 21 settembre 2014

Piazza. Referendum, alle 19 alle urne il 12,6 per cento, alle 22 l'affluenza finale al 21,6 per cento. Si materializza fortissimo astensionismo

4086 si, 336 no Dati parziali
Referendum disertato dai piazzesi. Lo spettro dell’astensionismo per i promotori del divorzio da Enna si sta materializzando. I cittadini dovevano decidere se confermare o meno l’adesione al libero consorzio dei comuni di Catania. Alla fine sono stati in 4905, il 21,6 per cento degli elettori, a recarsi alle urne. Alle 12 a votare erano stati solo 937 piazzesi, pari al 4,13 per cento, con le 28 sezioni che erano state raggiunte in media da una trentina di elettori a testa. Alle 19 l’affluenza ai seggi si è mantenuta ugualmente bassa, con un 12,6 per cento e 2.862 elettori che si sono recati alle urne. La scarsa presenza nelle cabine elettorali, se dovesse essere confermata anche nelle prossime tre ore, a meno di clamorose sorprese, indubbiamente non potrà non avere un peso politico e simbolico molto forte. Il tema del passaggio con il consorzio di Catania in parte non ha avuto l’eco mediatico ed elettorale di altri appuntamenti, ma è anche vero che evidentemente per la stragrande maggioranza dei cittadini piazzesi la questione non è centrale e importante. Anche se il quorum non è determinante, la bassissima affluenza alle urne di fatto rende irrilevante la vittoria del si o del no.

sabato 20 settembre 2014

Piazza. Terremoto in casa Psi, consiglieri e direttivo lasciano: "Non accettiamo bavagli" La polemica contro Venturino: "Non ci rappresenta""

Alessia Di Giorgio
Le tre consigliere comunali Alessia Di Giorgio, Rosa Betto e Ivana Terranova, alla luce delle dichiarazioni apparse sulla stampa da parte del neo commissario del PSI Antonio Venturino e del commissariamento della sezione di Piazza Armerina Placido Rizzotto dichiarano quanto segue: "Confermiamo la nostra fiducia al sindaco Filippo Miroddi e rifuggiamo contestualmente qualsiasi tipo di bavaglio politico imposto dall'alto. Va ribadito che non ci sentiamo minimamente rappresentate dall'onorevole Venturino e che subiamo un commissariamento ingiusto, frutto di logiche politiche e di potere obsoleti, che non ci appartengono.
Questo gruppo che noi rappresentiamo è costituito da donne e uomini liberi; proprio per questo motivo, ritorniamo a pensare da persone libere coerentemente con i principi politici che hanno decretato il successo del sindaco Miroddi.
Ivana Terranova


Rosa Betto

L'azione conseguenziale a questa crisi di partito subita, e da noi non condivisa, determina il ritorno nella lista MIRODDI SINDACO, culla primordiale del percorso politico-amministrativo iniziato nel 2013. Le tre consigliere, unitamente all'ex direttivo del PSI, Andrea Lombardo e Roberto Mascerà, riconoscono come unico punto di riferimento politico il proprio sindaco Filippo Miroddi, che oltre ad essere il primo cittadino, è l'unico leader indiscusso di questo gruppo.
Il Sindaco aggiunge: "Sin dalla campagna elettorale 2013 ho fatto un appello a tutti i cittadini di "buona volontà", affinchè insieme a me si rimboccassero le maniche per lavorare uniti al cambiamento radicale di questa città . L'appello è ancora valido ma voglio le mani libere, per poter continuare a rompere tutti quegli schemi di potere e quelle trasversalità politiche che ancora oggi sono radicate e quotidianamente ostacolano il mio operato. Mi sento di far mia una frase efficace di Renzi: "Sono in grado di trattare con tutti, ma non accetto ricatti da nessuno!" . Pertanto, non accetterò compromessi e dictat da parte di nessuno, infatti anche la scelta referendaria di aderirre al libero consorzio di Catania, ha sicuramente rafforzato la certezza di autonomia politica, condizione indispensabile per lo sviluppo del nostro territorio

giovedì 18 settembre 2014

Piazza. Referendum, Bascetta: "Nè Enna nè Gela, il 21 non andate a votare"

Luigi Bascetta
Il comitato "Ne Enna ne Gela" di Luigi Bascetta sul referendum del 21 settembre:
"Con grande rammarico, in questi giorni, non possiamo fare altro che prendere atto del' oscuramento e del bavaglio che è stato adottato e messo al comitato "Ne ' Enna ne ' gela" da parte della stampa e dei mezzi di informazione, come se la competizione referendaria fosse incentrata solo su un si o un no. Questo è semplicemente vergognoso perché in città non esistono solo quelli che sono a favore di Enna o a favore di Gela  ( falsamente coperta con Catania), ma ci sono tantissimi piazzesi orgogliosi e dignitosi che non contrattano la propria libertà con il piatto di fagioli offerto da Enna o da Gela, ma che,, in nome della verità e della forza che ci viene dalla storia e dalla cultura di piazza armerina, rivendicano la titolarità di piazza armerina la cui amministrazione deve essere capace di contrattare con abilità e con perizia la possibilità di rivestire un ruolo primario nel' ambito della provincia e del futuro consorzio.
Questo si era etto in campagna elettorale, ma, evidentemente, i politici nostrano non hanno una grande memoria.....e chi non ha una grande memoria è destinato a soccombere nell' abbraccio " mortale" dell'Enna o della Gela di turno. Noi invitiamo tutti i cittadini liberi a non votare e a dare così un forte segnale politico di protesta e di opposizione che sarà prezioso tra qualche tempo, quando tutti quelli che per ora si sbracciano e si sboccano per fare i servi del forestiero si pentiranno amaramente un giorno non troppo lontano.
Guai ai vinti!.......venerdì alle ore 20.00 in piano duilio indiremo un pubblico comizio per tutti quei cittadini che vogliono rimanere liberi.

Luigi Bascetta per il comitato "Nè Enna nè gela"                                   

mercoledì 17 settembre 2014

Piazza. Accordo Comune-CinemaSet ai titoli di coda. Partnership revocata. Se fosse un film diremmo "The End"


Doveva essere “La casa del cinema” e il suo primo film frutto della partnership doveva chiamarsi “In caso di successo”, ma si è dimostrato un flop. Il protocollo d’intesa tra il Comune e la società CinemaSet è ai titoli di coda. L’accordo finisce nel cestino. L’amministrazione comunale ha revocato la propria delibera del dicembre scorso con cui veniva siglata la partnership con la società di produzione cinematografica. “Prendiamo atto che ad oggi la produzione artistico-audiovisiva-cinematografica non ha avuto inizio”, si legge nella delibera di revoca. Si era parlato di un laboratorio dedicato alle maestranze e a chi vuole avvicinarsi al mondo della celluloide, con sede nella “Casa della Cultura” di via Garibaldi. E l’8 gennaio sarebbe dovuto partire il primo ciak di “In caso di successo”, commedia romantica le cui riprese dovevano interamente essere girate nel centro storico della città dei mosaici. Sceneggiatura e regia affidate ad una coppia formata dal paroliere Guido Morra, autore di numerosi testi che hanno fatto la storia della canzone italiana, come Luna e Malinconia, e l’attore e doppiatore Luca Lionello, quest’ultimo anche uno degli interpreti del film, figlio del grande Oreste Lionello. Nel cast erano previsti anche Alessandro Haber, Antonio Catania, Francesco Baccini e Gianfranco D’Angelo. Ed ecco cosa venne detto a dicembre, alla Sala delle Luci, nel corso della presentazione dell’operazione: “Una grande opportunità”, l’aveva definita il vicesindaco Giuseppe Mattia. “Sono rimasto incantato dalla vostra città, la Casa del Cinema sarà la casa dei giovani che hanno la passione per questo mondo, giovani spesso costretti a trasferirsi a Roma, senza risorse economiche, un laboratorio per insegnare loro il mestiere, Piazza diventerà l’accademia delle maestranze del cinema”, le parole pronunciate da Antonio Chiaramonte, produttore cinematografico di CinemaSet. L’ultimo capoverso del protocollo d’intesa spiega: “Nel caso in cui la produzione artistico-audiovisiva-cinematografica non verrà completata si recede dal protocollo d’intesa da parte del Comune”. Quella produzione non è mai iniziata. Se fosse  un film diremmo “The End”.

Dai rovi al museo

Dai rovi al museo
Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali
Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens
In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.

Corrado Augias e Vito Mancuso

Corrado Augias e Vito Mancuso
Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo