giovedì 18 dicembre 2014

Piazza. Corte dei Conti, 28 disfunzioni nella macchina comunale segnalate dai giudici a sindaco, presidente del consiglio e revisori


Ben 28 disfunzioni nella gestione amministrativa comunale segnalate dai giudici della Corte dei Conti. I togati della sezione di controllo della magistratura contabile hanno segnalato le anomalie al consiglio comunale piazzese ai fini dell’adozione delle necessarie misure di adeguamento. Le “criticità”, come vengono chiamate nella relazione, riguardano diversi aspetti della macchina amministrativa. I giudici parlano nella loro relazione di “lacunose e imprecise informazioni in merito al numero di giudizi promossi contro” il Comune e agli “oneri per lo stesso”. Poi si fa riferimento alla “bassissima capacità di realizzazione delle previsioni di vendita”. Il Comune, cioè, da anni tenta di vendere i propri beni immobili inutili e costosi per le proprie finalità pubbliche, ma senza riuscirci. L’amministrazione ha dichiarato in una memoria che tale impasse dipenderebbe “dalla crisi economica e del mercato immobiliare”. Tra le disfunzioni segnalate “l’irregolarità nella riscossione dei proventi da locazione”, e anche “la necessità di verificare la giustificata concessione di beni in comodato gratuito o altra forma di esenzione dal pagamento di canoni e/o tariffe”. E qui il Comune dichiara che “la concessione a titolo gratuito è effettuata per contribuire a mantenere sul territorio delle associazioni no-profit con finalità sociali”. Poi c’è anche un tema scomodo per chi amministra la cosa pubblica in città, cioè la mancata adozione dei regolamenti volti a disciplinare le modalità di pubblicità e trasparenza dello stato patrimoniale dei titolari di cariche pubbliche elettive e di governo.L’obbligo risulta superato dall’entrata in vigore del decreto legislativo numero 33 del 2013 che all’articolo 14 disciplina le modalità di pubblicazione dello stato patrimoniale dei titolari di cariche elettive recepito con la delibera del consiglio comunale 25 del 2013”. Soltanto che basta collegarsi al portale internet comunale per verificare con un paio di click come di questo stato patrimoniale non ci sia alcuna traccia. La relazione della Corte è stata anche inviata al sindaco Filippo Miroddi e al Collegio dei Revisori dei conti della città dei mosaici. Il presidente del consiglio comunale Gianfilippo la Mattina, adesso, appena ricevuta la nota, dovrà inserirla all’ordine del giorno della conferenza dei capigruppo, per poi portarla in consiglio comunale per valutare le “necessarie misure di adeguamento”. (Giornale di Sicilia - Edizione 12 dicembre 2014)

giovedì 27 novembre 2014

Piazza. La politica davanti ai giudici. Opposizione incredula

Scontro istituzionale senza precedenti nella città dei mosaici. La politica finisce davanti ai magistrati. Il sindaco Filippo Miroddi ha chiamato Prefettura, Questura e Procura ed ha depositato, attraverso la posta certificata, una querela denuncia per diffamazione nei confronti dei consiglieri di opposizione. "Il manifesto pubblicato in giro per la città dai consiglieri d'opposizione e' offensivo, di cattivo gusto e diffamatorio, per questo tutti noi amministratori della giunta li abbiamo denunciati", dice Miroddi, il quale con un fotomontaggio figura in un manifesto nelle vesti di un capitano, con alle spalle una grande nave che sta affondando. Chiaro il riferimento alla vicenda della Costa Concordia. A condurre le indagini la Compagnia dei carabinieri. Dalle opposizioni stupore e incredulità per una reazione, quella del sindaco, che sposta lo scontro dal piano della contesa politica, anche aspra, a quello della contesa giudiziaria. Il manifesto può anche essere considerato di cattivo gusto, ma si rimane pur sempre e in modo molto chiaro nell'alveo della libera critica politica nell'esercizio delle proprie funzioni di consigliere. La querela e' destinata ad archiviazione sicura e scontata. Ma sono le conseguenze politiche che difficilmente e a lungo potranno essere archiviate.


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Piazza. In un manifesto Miroddi come Schettino. Il sindaco querela nove consiglieri d'opposizione

L'opposizione pubblica un manifesto con il quale, in modo ironico, si parla di città che sta affondando, con un sindaco nelle vesti del comandante Schettino, attraverso un programma di fotoritocco. Il sindaco Miroddi non l'ha presa bene e con gli assessori ha deciso di querelare i nove consiglieri d'opposizione.


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venerdì 14 novembre 2014

Piazza. Bilancio, i Revisori: "Carenza documentale negli atti dell'amministrazione". Il Collegio chiede a Sala delle Luci ulteriori atti. Il silenzio dell'assessore al Bilancio

La nota dei Revisori del 13 novembre
"Carenza documentale" per poter elaborare il parere. I Revisori dei Conti quasi un mese fa avevano chiesto ulteriore documentazione all'amministrazione comunale per il parere di competenza sul Bilancio, ma gli atti richiesti al governo Miroddi, come lo stesso organo di controllo scrive in una nota del 13 novembre inviata al presidente del consiglio comunale (in allegato nella foto accanto), sarebbero stati ricevuti "in maniera frammentaria". Il Collegio dei Revisori ha quindi chiesto "ulteriori chiarimenti" all'amministrazione. Il parere arriverà solo quando sul tavolo dei tre revisori saranno presenti i documenti chiesti. A causa quindi degli atti incompleti trasmessi da Sala delle Luci il Bilancio di Previsione 2014 continua a non essere discusso e approvato. Dall'assessore al Bilancio Alessia Di Giorgio nessuna reazione alla lettura della nota dei revisori in consiglio comunale e nessuna spiegazione in aula.



sabato 8 novembre 2014

Piazza. Commissione d'indagine prova ad uscire dalle sabbie mobili, si va verso proroga di tre mesi. Sedute a vuoto, sospetti, accuse e disaccordi

Concetto Arancio e Francesco Alberghina
Accordo su una proroga di tre mesi per i lavori della commissione consiliare d’indagine sulla gestione della rete idrica e fognaria della città. L’organo speciale prova a uscire dalle sabbie mobili, tra sedute senza numero legale, consulenti non più disposti a dare il proprio contributo, disaccordi sui temi da affrontare e scaramucce legate alle assenze e alle voci di corridoio sulle reali intenzione dei componenti. Seduta tesa mercoledì pomeriggio, alla sala riunioni del palazzo comunale. Poi il chiarimento politico e l’accordo raggiunto a fine seduta. In aula il voto sulla proroga è atteso per lunedì pomeriggio. La seduta si era aperta con la proposta di una proroga dei lavori avanzata dal consigliere Francesco Alberghina per approfondire una serie di questioni non risolte: dall’analisi qualitativa dell’acqua alla verifica sui pozzi comunali, passando per il sistema fognario nella zona di contrada Sant’Andrea e la vicenda dei “tubi volanti” nel quartiere Canali. Ma è emerso chiaramente la fase di stallo e immobilismo politico nel quale per mesi era caduta la commissione. Episodi in cui per due o tre sedute non è stato raggiunto il numero legale, il consulente a titolo gratuito, l’ingegnere Walter Procaccianti, irritato dalle continue assenze dei consiglieri tanto da decidere di non apportare più il proprio contributo ai lavori della commissione. “Dobbiamo capire cosa vogliamo fare di questa commissione, ci vuole la volontà politica comune o non ci sto a farmi ridere in faccia dagli altri”, ha sottolineato il consigliere Salvatore Alfarini. “Mi è capitato di partecipare a sedute in cui per un’ora e mezza non si è fatto nulla, una cosa che non ho gradito”, ha aggiunto il consigliere Ilenia Marotta. È bene precisare che per le sedute di questa commissione speciale non sono comunque previsti gettoni di presenza. Accuse reciproche anche il consigliere Concetto Arancio e lo stesso Alberghina sul perché non siano stati affrontati prima alcuni punti sui quali, adesso, si chiede una proroga dei lavori. “Perché questi punti non sono stati affrontati prima?”, chiede Arancio. “Non muovere accuse infondate, da mesi chiediamo una proroga”, ribatte Alberghina. Alla fine l’accordo politico: si andrà avanti per altri tre mesi. Il voto sulla proroga è atteso lunedì.



giovedì 6 novembre 2014

Piazza. Arancio: "Assessore Di Giorgio spieghi perchè ci ha lasciati fuori dalla sala riunioni". La rabbia del presidente della commissione Sanità

Arancio, presidente commissione Sanità  


La commissione Sanità fa i bagagli, dovrà convocarsi altrove. È fortemente irritato il presidente dell’organo consiliare, Concetto Arancio, dopo quanto successo mercoledì pomeriggio al settore Politiche sociali di via Generale Muscarà, dove era in programma una seduta della commissione. “Siamo arrivati nella sala riunioni del settore Politiche sociali, dove fino ad oggi abbiamo sempre svolto le sedute della commissione da me presieduta ed abbiamo trovato la porta chiusa, ci hanno riferito che c’era una disposizione del nuovo assessore alle Politiche sociali Alessia Di Giorgio a non usare la sala per le sedute dell’organo consiliare, un fatto di inaudita gravità”, racconta il presidente Arancio, il quale ieri pomeriggio ha sfogato il suo forte disappunto sull’episodio ai consiglieri della commissione d’indagine sulla gestione della rete idrica e fognaria, di cui era presidente su delega in una riunione successiva a quella della commissione Sanità. “Chiederemo conto di quanto successo, vogliamo sapere ufficialmente dove dobbiamo tenere le sedute e perché non possiamo usare quella sala, si tratta solo di un atto di vendetta politica per ripicche personali che non dovrebbero ostacolare le attività istituzionali”, aggiunge Arancio, il quale sottolinea, infine, un altro aspetto: “La ragione del divieto di uso di quella sala pare sia legato alla presenza di documentazione riservata, ma per noi consiglieri comunali non ci sono atti riservati dell’ente e non possiamo certo essere trattati come estranei al Comune”. La seduta della commissione Sanità si è poi tenuta in un ufficio adiacente alla sala riunioni. 



Piazza. L'Udc al sindaco Miroddi: "Mal consigliato dal suo cerchio magico". "Corte di figure ambigue gli fa da contorno", dice il partito

Andrea Velardita, capogruppo Udc
“L’amministrazione comunale non ha preso atto del suo fallimento politico”. L’Udc, da pochi giorni passato all’opposizione, uscita dalla giunta guidata dal sindaco Filippo Miroddi con le dimissioni dell’ormai ex assessore Filippo Sammarco, non ci sta agli attacchi arrivati da Sala delle Luci. Dopo il divorzio politico e amministrativo siamo ai piatti in faccia tra due ex coniugi. Il partito di centro parla di un sindaco “mal consigliato da una corte di figure ambigue che gli fanno da contorno”, e parla espressamente di “un cerchio magico”, difendendo uno dei componenti del gruppo consiliare, Andrea Velardita, capogruppo dell’Udc e presidente della commissione Bilancio, uno dei principali esponenti critici dell’azione di governo. “L’attacco diretto al nostro consigliere Velardita, al limite della buona e sana critica politica, da parte dell’amministrazione comunale è un’ulteriore dimostrazione, per i toni intrisi di livore, la vacuità delle espressioni e le frasi dal contenuto gratuitamente accusatorio, di quanto questa amministrazione non sia in grado di accettare le critiche, per ricavarne suggerimenti e occasioni di confronto”, spiega il partito nella nota, nella quale si affrontano anche alcuni nodi politici e programmatici considerati irrisolti. Sul risanamento dei conti comunali, ad esempio, l’Unione di Centro parla di “improvvisazione”, con quello che viene definito un “ingiustificato aumento delle tasse”. “Abbiamo preso atto ad un certo punto che il futuro della città, rischiava di essere seriamente compromesso da una sorta di immobilismo, il motto di questa amministrazione sembra essere amministrare senza rischiare, limitandosi a gestire le urgenze e permettendo altresì a chi interpreta il proprio ruolo di amministratore con superficialità di dedicarsi a tempo pieno a raccogliere consensi elettorali”, spiega l’Udc. E l’ultimo riferimento ai “consensi elettorali” è senza dubbio rivolto al vicesindaco Giuseppe Mattia. L’ex alleato di Sala delle Luci replica anche alle accuse di  voler ricercare solo poltrone: “Se fosse stata questa l’intenzione ci saremmo tenuta ben salda la poltrona di Filippo Sammarco, le dimissioni dell’assessore dimostrano invece in modo evidente il contrario”.

Piazza. Tesoretto Villa Romana, il Comune vuole più soldi da gestire


Il Comune batte i pugni e chiede la sua parte di tesoretto della Villa Romana del Casale, con una revisione dei patti con il Parco Archeologico. Patti considerati attualmente fortemente sbilanciati verso gli uffici del sito Unesco. Il 30 per cento degli incassi della biglietteria per legge spetta alle casse comunali, ma la fetta di torta per la città dei mosaici si rimpicciolisce ulteriormente al momento della spesa. L’amministrazione comunale ha rivendicato una maggiore voce in capitolo. “Considerata l’imminente scadenza della convenzione della Villa Romana, occorre rivedere la programmazione del 30 per cento dell’incasso dei biglietti, attualmente il Parco Archeologico gestisce il 75 per cento di questo tesoretto, una situazione da modificare subito con una forte azione politica”, spiega il neoassessore al Turismo e ai Beni culturali Giancarlo Giordani. “Oltretutto sul restante 25 per cento di quel tesoretto di cui possiamo disporre dobbiamo anche di volta in volta attendere il benestare da parte dei funzionari regionali, insomma le cose devono cambiare”, aggiunge Giordani. Nel 2015, complice la novità normativa che impone già da qualche mese il pagamento del ticket anche agli over 65, un tempo esentati dal biglietto, la fetta del 30 per cento degli incassi del sito archeologico potrebbe toccare quota 700 mila euro. Soldi spettanti al Comune sulla carta, perché il potere di spesa è in realtà un’altra cosa. Il sindaco Filippo Miroddi e lo stesso assessore Giordani sostengono che ben il 75 per cento di questa somma, quindi nel 2015 si tratterebbe di quasi 500 mila euro, verrebbe gestita di fatto dal Parco Archeologico per le necessità del sito Unesco. Le casse comunali si limiterebbero a fare da tesoriere. La restante quota del 25 per cento, poi, sarebbe gestita dal Comune, ma sempre dietro una non sempre scontata autorizzazione della Regione Siciliana. “Troppi vincoli al nostro potere di spesa, occorre bilanciare questa situazione, per questo crediamo che la convenzione in scadenza vada rivista”, dice il sindaco. Dal Comune non lo dicono apertamente, ma ci si è stancati di dover andare con il cappello in mano dai funzionari regionali per avere il permesso di spendere i soldi della Villa Romana. In tempo di crisi si chiede più flessibilità e più denaro da indirizzare verso la crescita turistica. Le casse regionali dalla Villa Romana succhiano ogni anni anno il 70 per cento dei proventi. Somme che non vengono investite sulla Villa, ma finirebbero nei meandri di altri capitoli di spesa regionali. L’amministrazione comunale in pratica chiede la gestione di fatto di una maggiore fetta del tesoretto, in modo da investire in promozione e servizi e avere un maggiore ritorno in termini turistici e occupazionali, con un incremento dei flussi di visita al centro storico della città dei mosaici.

mercoledì 5 novembre 2014

Piazza. Commissione d'indagine su rete idrica e fognaria rischia il flop. Divisioni interne e ritardi

Rischia di arenarsi la commissione consiliare di indagine sulla gestione della rete idrica e fognaria, ormai finita da tempo in un vicolo cieco. Mentre una parte dei componenti spinge da mesi per una nuova proroga, in modo da approfondire molte questioni ancora ritenute aperte, un’altra parte sembra intenzionata a mettere fine all’esperienza dell’organo d’indagine, ritenendo abbondante il materiale finora raccolto. Situazione di stallo anche sulla relazione finale della commissione che continua a non essere messa nero su bianco. Pare che non ci sia accordo su chi debba procedere al lavoro finale di sintesi del materiale acquisito e raccolto. I sette componenti Andrea Velardita, Concetto Arancio, Ivan Picicuto, Francesco Alberghina, Salvatore Alfarini, Ilenia Marotta e Gianfilippo La Mattina, quest’ultimo presidente della commissione, sembrano divisi in due fazioni. Per questo motivo Patto per la Città, la lista civica della maggioranza di governo che ha due componenti in commissione, Alberghina e Marotta, chiede di non buttare al macero tutto il lavoro svolto dallo scorso marzo. “Abbiamo avanzato da mesi la richiesta al presidente del consiglio comunale La Mattina di mettere ai voti una richiesta di proroga dei lavori della commissione, richiesta completamente ignorata, ci sono anche delle difficoltà tecniche nel mettere nero su bianco la relazione finale”, dice il consigliere Marotta. Aggiunge il capogruppo della stessa lista civica, Salvatore Ferrara: “Sono successe anche cose insensate, come il fatto che la quarta commissione consiliare abbia deciso di fare un sopralluogo nella sorgente Grillo lo stesso giorno in cui la commissione d’indagine doveva ascoltare dirigenti di Acquaenna, ci chiediamo il perché di queste iniziative...

venerdì 31 ottobre 2014

Piazza. Nuovo assessore Ncd e rimpasto di deleghe. Sterzata su turismo e beni culturali. Ma Picicuto (Ncd) dice "No grazie".

La firma del neoassessore Giordani (Ncd)
Se fosse una partita di calcio potremmo dire che finisce in un pareggio. Tre consiglieri (Udc) escono, tre consiglieri (Due Ncd e uno Pdl) entrano. Sul piano numerico non cambia molto per il sindaco Filippo Miroddi, sul piano politico gli equilibri mutano. Nuovo assessore per la squadra di governo guidata dal sindaco Filippo Miroddi e rimpasto di deleghe tra gli altri componenti della giunta comunale. Il direttore di banca del Monte Paschi di Siena, Giancarlo Giordani, 59 anni, esponente del Nuovo Centro Destra, ha firmato questa mattina alla Sala delle Luci la determina di nomina del primo cittadino. Al neoassessore andranno deleghe pesanti e impegnative sul piano amministrativo, come Urbanistica, Politiche culturali, Sport, Turismo, Spettacolo, Trasporti, Polizia municipale. Il nuovo amministratore porta in dote alla Sala delle Luci anche due dei tre consiglieri dell’Ncd, Manuela Lentini e Manlio Marzullo, presenti all’insediamento di Giordani, i quali dopo essere stati eletti nella coalizione a sostegno di Miroddi ed essere passati all’opposizione pochi mesi dopo l’insediamento della giunta, adesso tornano a sostenere in aula il sindaco della città dei mosaici. Per loro non sarà facile spiegare all’uomo della strada perché dopo oltre un anno di dura opposizione, prese di posizione fortemente critiche e stoccate continue a Miroddi adesso l’atteggiamento politico sia cambiato. I 16 punti programmatici su cui si fonda l’accordo politico tra il gruppo Curcuraci e Sala delle Luci dovrebbe essere la risposta: un’azione di governo fortemente orientata a rilanciarsi nel settore strategico del turismo e dei beni culturali. Tutto sommato sul solco dei due precedenti sindaci Maurizio Prestifilippo e Carmelo Nigrelli che, sia pure con stile e approccio diverso, avevano tentato di incidere proprio in quei due ambiti amministrativi e politici. Saprà l’Ncd far orientare gran parte dell’illuminazione di Sala delle Luci verso turismo e beni culturali? Non presente alla Sala delle Luci, invece, il terzo consigliere del gruppo Ncd, Ivan Picicuto, il quale, raggiunto al telefono, ha fatto sapere...

giovedì 30 ottobre 2014

Piazza. Accordo politico raggiunto tra Miroddi e Curcuraci. L'Ncd rimane spaccato, cosa succederà al suo interno e chi guiderà il partito in città?

Sarebbe stato trovato un accordo politico tra il gruppo Curcuraci dell'Ncd e il sindaco Filippo Miroddi dopo alcune settimane di trattative che di fatto hanno portato ad una grave spaccatura in seno al Nuovo Centro Destra armerino. Mentre infatti la componente Speranza-Prestifilippo incontrava tutte le opposizioni per un'azione unitaria contro l'attuale amministrazione comunale, la componente Curcuraci dialogava e chiudeva un accordo politico per entrare in giunta e incidere sull'azione di governo di Sala delle Luci. Nelle prossime ore maggiori dettagli.

Piazza. Opposizioni si incontrano per compattarsi contro il sindaco Miroddi

La nota con cui i partiti dell'opposizione annunciano azione unitaria:
 
A Piazza Armerina PD, NCD, UDC, Megafono, PSI, Art. 4: “Opposizione seria e costruttiva”

Lunedì 27 ottobre, su iniziativa del Segretario del Partito Democratico, si è realizzato un incontro tra le segreterie politiche dei partiti che intendono rafforzare l’azione di opposizione all’attuale Governo di questa Città.
“Abbiamo ritenuto assolutamente necessario confrontarci per elaborare insieme una riflessione ed un programma di lavoro al fine di  rilanciare l’azione di opposizione a livello comunale” dice Ilenia Adamo. PD, NCD, UDC, Megafono, PSI, Art. 4 ribadiscono la necessità che la politica si assuma le proprie responsabilità e sottolineano la gravissima crisi in cui il nostro Comune versa, ormai comunemente riconosciuta. “Esprimiamo il nostro sostegno al Dott. Sammarco ed all’UDC, e gli riconosciamo di avere avuto la determinazione di portare avanti una decisione, certo difficile, ma necessaria. Non è infatti possibile colludere con un sistema che – avendo il ruolo di guidare la nostra comunità verso le migliori scelte strategiche– mostra invece difficoltà anche nella gestione dell’ordinario. Nel rispetto degli organismi di partito, ciascuna forza politica adesso coinvolgerà i propri consiglieri comunali” continua la Adamo. Gli importanti appuntamenti che attendono la Città, a partire dal bilancio, vedranno quindi un’azione unitaria che renda ancor più evidente ai cittadini il grave momento attraversato, tanto da richiamare tutte le forze politiche ad un’azione congiunta.

lunedì 27 ottobre 2014

Piazza. Di Seri e Saffila (Pdl) al gruppo Curcuraci: "Entrate in giunta"

Di seguito una nota del consigliere Laura Saffila e di Massimo Di Seri, entrambi Pdl, sulle vicende relative alla trattative in corso tra amministrazione e gruppo Curcuraci dell'Ncd:
 
"Facendo seguito alle ultime vicende politiche amministrative, che ha visto l’Udc porsi fuori dalla maggioranza, ed avendo appreso di confronti politici dell’amministrazione con il gruppo dell’Ncd, il consigliere Laura Saffila, in una sua riflessione, dice che in questo momento storico in cui lo stallo finanziario determina la vita delle comunità europee e che attanaglia l’Italia, chi ha ricevuto per mandato popolare il compito di amministrare le città, con responsabilità, seppure ognuno con i propri distinguo,  dovrebbe supportare e sostenere le comunità nell’interesse di tutti.
 Bene farebbe il gruppo politico capeggiato dall’avv. Sinuhe Curcuraci la cui componente, con i consiglieri Lentini, Picicuto e Marzullo contribuì alla vittoria del sindaco Miroddi a sostenere la maggioranza, per riprendere e condividere quell’azione programmatica e progettuale che a suo tempo determinò la elezione di Filippo Miroddi.
 Inoltre, la scrivente eletta nelle liste del Pdl non può non guardare che con simpatia al gruppo politico dall’avv. Sinuhe Curcuraci, dandosi possibilista a per ritessere il filo logico in un’area di centro-destra, - io, continua il Consigliere Saffila, nell’osservanza del rispetto dei ruoli, nel corso di questo anno mi sono adoperata proponendo e sollecitando il Sindaco per la risoluzione di piccole e grandi problematiche, riscontrando quel rispetto istituzionale dell’amministrazione Miroddi che è bene ricordare fu eletta con il supporto di Liste Civiche.   
 Massimo Di Seri, leader del gruppo politico a cui appartiene il consigliere Saffila, ribadisce: "Oggi più che mai Piazza Armerina ha bisogno di unità e chiarezze, per cercare di affrontare e risolvere i tanti problemi che affliggono la nostra Comunità; l’Amministrazione Comunale, la Deputazione Regionale, senza diatribe e personalismi che non portano da nessuna parte, devono sapersi ritrovare per il bene comune, lasciando fare le chiacchiere a chi ha fallito in politica e oggi vuole solo strumentalizzare e fare demagogia, senza avere peraltro alcun progetto preciso che guardi al futuro".

                                                                                                                   Laura Saffila, Massimo Di Seri

venerdì 24 ottobre 2014

Piazza. Velardita, Udc: "Venuta meno lealtà e onestà politica del sindaco Miroddi"

Andrea Velardita, Udc
"Il sindaco Miroddi ha affermato che le dimissioni di Sammarco arrivano in un momento in cui si era deciso di aprire ad altre forze politiche? Niente di più falso". Il consigliere Andrea Velardita, capogruppo dell'Udc e presidente della commissione Bilancio, va giù duro contro Sala delle Luci e in consiglio comunale spiega il perchè della rottura politica con il sindaco Miroddi. "L'aver cercato di acquisire singoli consiglieri, intavolando trattative personali, senza coinvolgere le segreterie di partito, a nostro avviso non risponde ai canoni di lealtà e onestà politica", dice Velardita. "Il nostro gruppo ribadisce totale disponibilità al dialogo, ma essendo una forza responsabile, continuiamo a ritenere che solo attraverso un ritiro immediato delle deleghe e una vera apertura ai partiti strutturati presenti in questo civico consesso sia possibile superare questo momento di crisi in cui versano l'amministrazione e la città intera", dice il capogruppo Udc.

La dura replica dell'amministrazione comunale all'Udc e in particolare al consigliere Velardita:
http://robertpalermo.blogspot.it/2014/10/piazza-miroddi-e-la-sua-giunta-al.html

L'Ncd chiude al sindaco Miroddi: "Proposta indecente":
http://robertpalermo.blogspot.it/2014/10/piazza-ncd-dal-sindaco-proposta.html 

Piazza. Miroddi e la sua giunta al consigliere Velardita: "Si dimetta lui, cinico e ipocrita"

Di seguito la replica dell'amministrazione comunale al consigliere Velardita:
 
"Il senso di responsabilità che ci è sembrato doveroso tenere di fronte ai bisogni della città ci ha impedito - per diverse settimane - di replicare alle insulse e sgangherate accuse che alcuni esponenti dell’UDC hanno lanciato alla attuale Giunta comunale.
Abbiamo pensato fosse giusto non rispondere nell’immediatezza a queste sconcertanti critiche perché speravamo che potesse prevalere la linea del confronto e del dialogo, e soprattutto perché non volevamo che un nostro chiarimento alla comunità piazzese potesse essere strumentalizzato diversamente.  Purtroppo i tentativi di dialogo avviati dal primo cittadino si sono infranti contro un muro invalicabile, che è quello frapposto da soggetti che hanno mostrato di volere promuovere ben altri interessi che quelli dei cittadini. Ed è per questo che ora più che mai si impone forte l’esigenza di fare chiarezza. Abbiamo atteso invano di capire quali fossero le ragioni della critica dell’UDC all’azione della squadra di governo, e quali potessero essere le misure necessarie per riequilibrare (ammesso e non concesso che ce ne sia bisogno) l’operato della Giunta. Le risposte sono state delle richieste generiche di dimissioni a questo o a quell’assessore, senza che queste presunte (e presuntuose) istanze di rinnovamento siano state accompagnate da altra spiegazione che non sia il riferimento indiretto al vecchio manuale Cencelli. Quello dell’UDC è, per essere più espliciti, il solito bizantinismo di partito che trova la sua sintesi più efficace nell’affermazione “togliti dalla poltrona tu, perché mi ci debbo mettere io!” e l’esecutore più smaliziato nella figura del Consigliere Velardita, che questo intento lo ha annunciato persino in Consiglio comunale, mentre ancora faceva parte della maggioranza, contro ogni forma di correttezza istituzionale (oltre che di buon senso).
A questo gioco politico noi non ci stiamo, perché si traduce unicamente nel tentativo di massacrare quelle istituzioni che stanno lavorando lealmente ed efficacemente per riequilibrare la difficile situazione economico – finanziaria nella quale si trova il Comune. Basta esaminare serenamente i fatti, spogliandosi da ogni pregiudizio, per rendersi conto che il Sindaco Miroddi e la sua Giunta si sono impegnati in una ardua battaglia per il rigore finanziario, onde evitare all’ente di subire nuovi debiti fuori bilancio, come quelli ricevuti dalle passate amministrazioni. A differenza di quanto accaduto prima, oggi l’Amministrazione comunale ha espresso il forte indirizzo di non assumere più obbligazioni che non siano precedute da un regolare impegno di spesa. E chi ha orecchie per intendere, intenda!!! Forse questo rigore potrà non piacere al consigliere Velardita il quale, a dispetto della giovane età, sta mettendo in mostra metodi da consumato politico della prima Repubblica, coniugando in maniera imprudente il massimo del cinismo e dell’ipocrisia possibili. Proprio per questo, gli consigliamo di farsi una ragione del nuovo corso amministrativo e di dimettersi piuttosto lui dalla carica. Andandosene a casa, ne siamo certi, risparmierebbe a noi e alla comunità piazzese le sue ineffabili accuse, scadenti di contenuti e povere anche di argomentazioni e magari potrebbe occupare il suo tempo in maniera più proficua. Piuttosto, il consigliere Velardita avrebbe fatto un servizio migliore alla città se anziché criticare (ribadiamo: senza argomenti) il rigore economico - contabile che ha impedito al Comune di Piazza di andare in dissesto, avesse cercato di aiutare il suo Assessore di riferimento a fare ripartire la fiera degli animali, a sistemare meglio la viabilità cittadina, a fare funzionare in maniera più efficiente il Corpo di Polizia Municipale. Su questi argomenti non una parola spesa, evidentemente perché il confuso ed imbarazzato consigliere preferisce tentare - ma invano - di individuare una pagliuzza nell’occhio altrui, piuttosto che evidenziare la gigantesca trave che è nell’occhio suo e del manipolo di incompetenti dai quali è assistito. Così come farebbe bene il Consigliere Velardita a spiegare alla città come mai non ha fatto nulla per fare partire l’imposta di soggiorno, un tributo che non grava sui cittadini piazzesi, che ha una incidenza bassa sul prezzo dell’alloggio (al massimo 2 euro a notte per gli alberghi di lusso!)e che è istituito nella stragrande maggioranza dei comuni turistici (con ricadute positive per le comunità che ne beneficiano).
L'Amministrazione comunale

Le accuse di Velardita in aula:
http://robertpalermo.blogspot.it/2014/10/piazza-velardita-udc-venuta-meno-lealta.html

L'Ncd chiude al sindaco Miroddi: "Proposta indecente":
http://robertpalermo.blogspot.it/2014/10/piazza-ncd-dal-sindaco-proposta.html

Le dimissioni dell'assessore Filippo Sammarco:
http://robertpalermo.blogspot.it/2014/10/piazza-assessore-sammarco-troppe.html

martedì 21 ottobre 2014

Piazza. Turismo, dai sindacati la proposta di un ticket unico facoltativo Villa-Piazza

Una richiesta congiunta a Parco Archeologico e Comune per chiedere un ticket unico Villa Romana-Piazza Armerina. Confesercenti, Cna, Confcommercio e Confartigianato hanno deciso di scrivere all’architetto Rosa Oliva, direttore del Parco Archeologico del sito Unesco, e al sindaco Filippo Miroddi, chiedendo un incontro urgente con al centro i flussi turistici e le opportunità per convincere una parte dei turisti in arrivo nel sito archeologico a passare dal centro storico della città dei mosaici. L’abolizione del ticket unico obbligatorio a 14 euro Villa-Morgantina-Museo di Aidone è stato salutato con favore dal comparto turistico. Il visitatore che vorrà vedere solo la Villa Romana tornerà a pagare solo 10 euro, quello che vorrà visitare Villa, Morgantina e museo di Aidone potrà optare per il ticket cumulativo a 14 euro. “Abbiamo salutato con favore la decisione dell’assessorato regionale dei Beni culturali di eliminare il biglietto unico cumulativo obbligatorio a 14 euro, il turista torna a poter scegliere liberamente cosa vedere e quanto pagare, ma adesso dobbiamo andare oltre e pensare a come convincere quanti più turisti è possibile a venire nel centro storico”, spiega Salvatore Manuella, presidente della Confesercenti.Un nuovo ticket unico facoltativo che consenta al turista di visitare la Villa Romana, ma anche alcuni musei e chiese della città.

Piazza. Ncd: "Dal sindaco proposta indecente, deve azzerare la giunta se vuole dialogare con noi". Miroddi sempre più isolato

Gianluca Speranza, Ncd
Di seguito la nota dell'Ncd che esclude accordi con il governo Miroddi e giudica indecente la proposta di Sala delle Luci:
La parola predominante è il no! In questi giorni tra simpatizzanti e sostenitori del Nuovo centro Destra non si parla d’altro che della indecente proposta del sindaco Miroddi di superare i contrasti che hanno diviso per un anno i tre consiglieri comunali eletti nella sua coalizione e poi transitati nel Partito di Alfano. Miroddi non ha esitato a prendere scorciatoie, ha contattato singoli esponenti del partito e fatto intravedere la sua disponibilità a distribuire poltrone e strapuntini. Si sono mossi improbabili mediatori: il sindaco avrebbe riconosciuto di aver sbagliato tutte le mosse che portarono fuori dalla maggioranza il gruppo di Curcuraci, forte di tre consiglieri comunali. Adesso vorrebbe riparare, chiede scusa, si umilia; sogna di tornare a guidare la coalizione che sedici mesi fa era uscita vincitrice al ballottaggio.
Nel corso di una difficile riunione dei presidenti di circolo Ncd, in un clima tesissimo tra rigoristi e possibilisti, si è adottata a maggioranza una determinazione: nessuna collaborazione col sindaco e con la sua parte politica. «Solo attraverso un radicale processo di cambiamento, che preveda l’azzeramento della giunta e l’apertura del dialogo con tutte le forze di opposizione, il nostro partito – dice ancora il coordinatore comunale Ncd, potrebbe valutare di partecipare ad una limitata esperienza programmatica di governo, unitaria, per il bene della città.
Ma Miroddi e Mattia non desistono e, incassato il disimpegno dell’Udc con le conseguenti dimissioni dell’assessore Filippo Sammarco, alzano l’entità dell’offerta e cercano a destra e manca trasformisti dell’ultima ora per superare l’impasse politica.
«Non ci sarà alcuna confluenza – dice Gianluca Speranza, coordinatore cittadino dell’Ncd – se qualcuno dei consiglieri comunali dovesse pensarla diversamente, è libero di farlo ma dovrà lasciare il partito. E questo coinvolge anche i dirigenti di livello più elevato».
Secondo Speranza non si sono infatti realizzate le condizioni per avviare alcun confronto col sindaco che l’Ncd ritiene assolutamente incapace di guidare la città. «Noi insisistiamo – conclude Gianluca Speranza - perché l’azione del gruppo consiliare si coordini con le altre forze di opposizione, per costruire uno sbarramento impermeabile ai metodi da “mercato delle vacche” messi in atto da Miroddi e da Mattia».

sabato 18 ottobre 2014

Piazza. Assessore Sammarco: "Troppe tensioni, lascio". Il sindaco Miroddi: "Non ci sarà nessun azzeramento della giunta". Il primo cittadino rigetterà le dimissioni, ma ora è in minoranza

Miroddi e Sammarco
Crisi politica per il sindaco Filippo Miroddi che perde un pezzo della sua giunta e della sua già risicata maggioranza consiliare. “Purtroppo ho dovuto registrare, anche a nome del gruppo consiliare dell’Udc, che molte divergenze, principalmente di natura politica, hanno causato tensioni nei rapporti che mi portano a rassegnare le dimissioni dall’incarico di assessore”. A scriverlo l'ormai ex assessore alla Sanità Filippo Sammarco, esponente dell'Udc, aggiungendo: “Tutto questo non nell’intento di creare difficoltà destabilizzanti, ma per consentirti piena libertà di azione politico-amministrativa, svincolato da rapporti anche personali”. Nella sostanza, come fa capire l’ex assessore nelle premesse della sua lettera di dimissioni, la squadra di governo attuale non sarebbe riuscita a “proiettarsi verso la soluzione dei problemi che attanagliano il paese”. Insomma per l’Udc la giunta si sarebbe dimostrata incapace di amministrare in questo primo anno e mezzo di governo. Replica il sindaco Miroddi: "Rigetterò le dimissioni e rinnoverò la fiducia a Sammarco, se poi la sua scelta è irrevocabile ne prenderò atto, non posso certo costringerlo a fare l'assessore". Miroddi proverà a convincere Sammarco a restare, venerdì sera gli avrebbe detto: "Siamo partiti insieme ed è giusto finire insieme". Ma Sammarco deve rendere conto al partito e al gruppo consiliare che lo sostiene. "Di certo non procederò all'azzeramento della giunta, nessun rimpasto è all'ordine del giorno, la richiesta di rimpasto me l'aspetto dai consiglieri di opposizione, non da quelli di maggioranza, a meno che i tre consiglieri dell'Udc non abbiano intenzione di passare con l'opposizione", dice il sindaco. La posizione dei tre consiglieri, Andrea Velardita, Gianfilippo La Mattina e Federica Castrogiovanni è di "apertura al dialogo", ma subordinata ad un azzeramento della compagine di governo. Insomma posizioni politiche che sembrano inconciliabili. Fatto sta che Miroddi adesso è senza maggioranza in aula e il Bilancio di Previsione, fra qualche giorno in programma in consiglio, sarà il primo banco di prova della difficoltà politica in atto. "Il sindaco Prestifilippo fece il primo cittadino in minoranza, Nigrelli perse la maggioranza strada facendo, andremo avanti, e poi voglio proprio vedere se non approvano il bilancio i consiglieri...", fa notare Miroddi, che in realtà pare ormai abituato a perdere pezzi con una media di un assessore ogni quattro mesi: dal designato geologo Angelo Picicuto, poi non più disponibile a ricoprire l'incarico di governo poco prima della formazione della giunta, passando per le dimissioni sprinter del sindacalista Luigi Bascetta, quelle più meditate del funzionario Asp Ornella Monasteri, fino alle attuali di Sammarco.Il Bilancio di Previsione naturalmente verrà approvato, in un modo o nell'altro. Ma sarà un'occasione ghiotta per le opposizioni, quelle vecchie e quelle nuove, per far emergere le contraddizioni politiche interne alla compagine di Sala delle Luci.

giovedì 16 ottobre 2014

Piazza. Il sindaco Miroddi: "Confermo la giunta". L'Udc chiede il rimpasto

Il sindaco Filippo Miroddi
“Confermo la mia squadra di governo, non ci sarà rimpasto”. Il sindaco Filippo Miroddi, dopo le richieste di un cambio di rotta arrivate dall’alleato di governo dell’Udc, con il chiaro invito a rimuovere uno o più assessori, non avrebbe intenzione, almeno a breve, di modificare l’assetto della giunta. “Abbiamo avuto un momento di chiarimento politico con il gruppo dell’Udc”, aggiunge il primo cittadino. In particolare non sembrerebbe traballare, almeno nel breve periodo, la poltrona dell’assessore al Bilancio Alessia Di Giorgio, le cui dimissioni erano state chieste da un esponente della maggioranza appartenente all’Udc, il capogruppo consiliare Andrea Velardita, presidente della commissione Bilancio. Il partito di centro, però, secondo indiscrezioni, sembrerebbe intenzionato ad accelerare sulla richiesta di un rimpasto di governo.

Dai rovi al museo

Dai rovi al museo
Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali
Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens
In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.

Corrado Augias e Vito Mancuso

Corrado Augias e Vito Mancuso
Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo